A Ginevra un «Lampo» della Protoscar di Rovio

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Da oltre 20 anni l’azienda ticinese è attiva nella ricerca e sviluppo di auto non convenzionali – Ce ne parla Marco Piffaretti, Managing Director
da Corriere del Ticino, Walter Passeri

Stand numero 5.141 del 79. vra: quello occupato, in uno spazio abbastanza contenuto, dalla Protoscar di Rovio. È qui che osserviamo, incuriositi, il grande andirivieni di colleghi della stampa e addetti ai lavori. Oggetto delle numerose attenzioni è il veicolo elettrico «Lampo», l’ultima creatura «pulita» sfornata dalla Protoscar, un’azienda di progettazione ticinese specializzata nella realizzazione di veicoli a emissioni zero.

 

Per cominciare diciamo subito che il prototipo Lampo, un cabriolet biposto realizzato nell’officina Metaltool di Riva San Vitale sulla piattaforma «K» della GeneralMotors, non è in vendita. Esso si avvale di due motori elettrici Brusa, alimentati da batterie agli ioni di Litio e può contare su ben 268 CV e su una coppia massima di 440 Nm.

Il raffreddamento è ad acqua e la trazione è sulle quattro ruote. Emissioni di CO2: zero (includendo pure la produzione dell’energia, ottenuta tramite un impianto fotovoltaico). Passa da 0 a 100 km/h in soli 5 secondi e raggiunge la velocità massima di 200 km/h. Autonomia: fino a 200 km. Tempo di ricarica delle batterie: da 10 a 12 ore. Caratteristiche niente male, anzi. Certo il costo è ancora troppo elevato perché si possa ipotizzare un seguito commerciale... e manca pure uno spazio per qualunque tipo di bagaglio (problema a cui sarà trovata una soluzione innovativa, di tipo «gonfiabile»). E allora quale miglior occasione per porre alcune domande a Marco Piffaretti, Managing Director della Protoscar di Rovio e già responsabile del Progetto VEL 1, che tra l’altro fornisce il knowhow a importanti Case automobilistiche come Mercedes, GM, Nissan, solo per citarne alcune. Perchè per ricaricare le batterie Brusa agli ioni di litio utilizzati sulla Lampo occorrono circa 12 ore? «È provato che la maggioranza delle persone utilizza la propria auto solo per poche ore al giorno, mentre per il resto della giornata – e soprattutto di notte – il veicolo resta fermo. Crediamo che il mercato non richieda tempi molto più rapidi per la ricarica. È certo comunque che tecnicamente l’operazione potrebbe essere effettuata anche in mezz’ora, con un sistema più evoluto (però anche più costoso) che perciò non è previsto come equipaggiamento di serie». Come è stato possibile assicurare prestazioni da vera sportiva ad una vettura elettrica? «Abbiamo saputo mettere assieme diversi componenti ottimizzandone il funzionamento con un software di gestione specifico, per soddisfare tutte le esigenze che sulla Lampo non sono poche».

Al Salone di quest’anno molte Case automobilistiche hanno presentato modelli spinti da energie alternative. Insomma quello che era un mercato di nicchia sembra attirare un interesse crescente. Come mai? «Le ragioni sono facilmente intuibili. L’altalena dei prezzi del petrolio, l’incerta durata dei giacimenti petroliferi, l’aria irrespirabile nelle città e il continuo e progressivo riscaldamento del Pianeta, sono tutti fattori che portano ad un’unica soluzione: realizzare un’auto che sia spinta da energie rinnovabili. E per fare ciò, la soluzione migliore è la trazione elettrica. Voglio aggiungere che già oggi ci sono ottimi veicoli ibridi sul mercato il cui prezzo d’acquisto in pochi anni viene ammortizzato». Il mercato svizzero in particolare che stimoli è in grado di dare alle vetture elettriche? «La Svizzera è un Paese automobilisticamente neutrale, ricco e molto sensibile all’ecologia per cui ritengo che dovrebbe essere in prima fila ad accogliere la trazione elettrica con stimoli un po’ più incisivi di quelli utilizzati fino ad oggi. Per esempio – parlando di imposte di circolazione – in Ticino ci si limita ad uno “pseudo” bonus-malus. La nuova imposta di circol” solo di “nome” ,purtroppo non di “fatto”».

A livello di iniziative politiche, per essere più chiari, Marco Piffaretti cosa si augura debba essere fatto per favorire lo sviluppo e la vendita di auto a basso impatto ambientale? «Basterebbe guardare a quanto oggi viene fatto da altre nazioni. La Francia ad esempio eroga l’equivalente di 10 mila franchi alla prima immatricolazione di una vettura a zero emissioni. Questi importi vengono “compensati” da chi acquista le auto che consumano ed inquinano maggiormente, cosicché il volume fiscale totale rimane rigorosamente neutro. Ancora di più fa la Germania, tant’è che la Cancelliera tedesca Angela Merkel ha stanziato la metà (l’altra metà è a carico dell’industria) di 1 miliardo e 400 milioni di euro (cifra gestita da una snella struttura di tipo privato, composta da 8 persone con ufficio a Berlino) proprio per stimolare in modo deciso l’acquisto di vetture pulite. Bisogna davvero avere il coraggio di scegliere in modo deciso la tecnologia che ci permetterà di mantenere la nostra mobilità individuale anche in futuro. Vale a dire la trazione elettrica». Lei che cosa si auspica per la Svizzera? «Intanto vorrei si concordasse su una strategia comune per la fase pre-competitiva, cioè prima che l’auto elettrica divenga un prodotto “ovvio” .

A livello federale si dovrebbero stanziare almeno 300 milioni di franchi per dotare, da subito, le 7 città più importanti della Confederazione di un parco veicoli a zero emissioni (quindi elettriche) da noleggiare alla popolazione tramite degli “InfoVEL” da costituire ex-novo. È, a mio avviso, il sistema migliore per “convincere” anche i più scettici ad avvicinarsi al mondo delle auto di questa tipologia e rassicurarli sulla bontà delle prestazioni e sul comfort delle stesse e, nel frattempo, permettere agli importatori di preparare i propri rivenditori a questa rivoluzione. A livello cantonale si deve correggere l’imposta di circolazione appena entrata in vigore, introducendo un vero “bonus” . A livello comunale poi praticamente tutti i servizi dovrebbero esclusivamente utilizzare veicoli a propulsione elettrica». Che cosa ha in serbo la Protoscar per il futuro? «Per cominciare tenteremo di far ben figurare la Svizzera al rally Norvegese per auto innovative www.vikingrally.no/ e poi, in occasione del prossimo Salone di Ginevra, presenteremo la Lampo 2».

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IL PROTOTIPO «LAMPO» Questa cabriolet biposto, mosso da due motori elettrici, accelera da 0 a 100 km/h in soli 5 secondi