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Rivoluzionari ‘sostenibili’ cercansi

Candidature aperte per partecipare a un progetto-pilota della Supsi che sfiderà il mercato dell’energia

Venti famiglie di Mendrisio parteciperanno prossimamente ad una rivoluzione. O meglio, ad una sorta di prova tecnica di rivoluzione. Prenderà infatti il via prossimamente il progetto-pilota denominato Swiss2Grid; un progetto coordinato dall’Istituto sostenibilità applicata all’ambiente costruito (Isaac) della Supsi e che vede la collaborazione del Comune di Mendrisio, delle Aim e di tutta una serie di partner industriali. Il concetto di base è quello di promuovere un consumo (ma anche la produzione) di energia elettrica in modo più razionale ed efficiente.

A livello pratico, il tutto si traduce nella ricerca di venti unità monofamiliari situate sul territorio del Comune di Mendrisio. Tra le quali, almeno una decina dovrebbero possedere (o avere intenzione di acquistare in tempi brevi) un’auto elettrica. Nelle case di queste venti famiglie la Supsi – tramite i suoi partner – installerà gratuitamente un impianto fotovoltaico di almeno 1,5 kW (circa 10 mq). Quest’im pianto sarà collegato a un ‘cervello’, pure installato nell’abitazione, tramite il quale si potrà fare un rilevamento dei consumi. In questo modo, i ricercatori potranno raccogliere i dati per creare poi un modello più ampio del progetto, ma ne potranno usufruire anche gli stessi proprietari, che avranno la possibilità di tenere d’occhio con estrema precisione il proprio modo di consumare energia elettrica.

Ma quali sono gli obiettivi di tutto ciò? «Stiamo per affrontare una vera sfida energetica – spiega Roman Rudel, direttore dell’Isaac –. Mentre siamo confrontati con il graduale esaurimento delle fonti di energia fossile, si sta sviluppando in parallelo un incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili e il conseguente aumento di domanda di energia elettrica.                                                                 In un contesto del genere, con un crescente squilibrio tra domanda ed offerta di energia, sorge un’evidente necessità di creare degli elementi di stoccaggio della stessa energia». Sistemi di stoccaggio che permetterebbero di appiattire il più possibile i cosiddetti ‘picchi di consumo’.

Ovvero quei momenti della giornata (prima del pranzo e prima e dopo la cena), durante i quali i consumi di energia salgono alle stelle e i distributori, per far fronte a questo improvviso ‘boom’ di richiesta, devono immettere nella rete (con costi non indifferenti) un surplus di energia elettrica. Una risposta, in questo senso, è rappresentata dalla gestione centralizzata del flusso energetico in direzione del consumatore; con un unico centro di stoccaggio. Ma una risposta davvero innovativa potrebbe essere la cosiddetta ‘Ipotesi Supsi’: lo SmartGrid.

«Ed è questa la vera rivoluzione – continua Rudel –. Lo Smart- Grid permette ad ogni nucleo famigliare di gestire il flusso di energia in modo autonomo. E questo, affiancato ad un sistema di stoccaggio, una speciale batteria, permette di accantonare l’energia in esubero e reimmetterla nella rete». La rivoluzione consiste nel fatto di passare dal ruolo di consumatore passivo a quello di consumatore attivo. In pratica chi parteciperà a questo progetto-pilota potrà gestire autonomamente il proprio flusso di energia elettrica, utilizzandola per l’economia domestica, ma anche per caricare la propria auto elettrica (che sarà anche dotata di una batteria bidirezionale, la quale permetterà di interscambiare l’energia con l’impianto casalingo) e, addirittura, potrà rivenderla al proprio fornitore, con tanto di sconti sulla fattura trimestrale.

Per entrare a far parte del progetto (che durerà tre anni) è necessario annunciarsi entro metà novembre all’istituto della Supsi (oppure al sito internet www.s2g.ch). «Siamo molto fiduciosi – ammette lo stesso Roma Rudel –. Anche perché partecipare porta molti vantaggi. Certamente per il valore dell’impianto fotovoltaico, che rimarrà alla famiglia anche dopo il 2014, ma soprattutto perché si diventerà protagonisti di un progetto di rilevanza nazionale e internazionale». E chissà che non si rischi di finire nei libri di storia: magari sotto il capitolo ‘rivoluzioni energetiche’. MJ

 

Fonte: laRegioneTicino, Bellinzona