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Terraferma-TI: il Ticino che va a Chios per la dignità dei rifugiati

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Revamp-it: il computer-recycling

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A Reconvilier si fa la "green economy"

Presso lo stabilimento ex Boillat si produrranno auto ecologiche

Berna – Reconvilier rinasce come industria di punta: nell’ex fabbrica Boillat del gruppo Swissmetal, nota in tutto il paese per il duro conflitto sfociato in un lungo sciopero che negli scorsi anni oppose maestranze e vertici aziendali, verranno prodotti a partire dalla prossima primavera i primi veicoli svizzeri con motori ad aria compressa.

I lavori per l’installazione della prima catena di montaggio cominceranno entro la fine di ottobre, ha indicato Henri- Philippe Sambuc, promotore del progetto della società Catecar.

Nel primo anno d’esercizio dovrebbero uscire dagli stabilimenti 150 miniautomobili al mese, un numero che dovrebbe in seguito salire a 700. La Catecar modello Airpod è un veicolo urbano dall’aspetto avveniristico, che può essere descritto come qualcosa a metà strada fra una Smart e un (enorme) carrello porta-bimbi per la bicicletta, del tipo di quelli molto diffusi nella Svizzera tedesca.

Pesa meno di 500 chilogrammi e ha un propulsore che sfrutta l’espansione dell’aria compressa: non vi è quindi alcun inquinamento diretto.

L’autonomia sfiora i 200 km. Per ricaricare la riserva di aria esistono due possibilità: o fermarsi in un garage o a una stazione di rifornimento e utilizzare un compressore industriale, cosa che richiede alcuni minuti, oppure ricorrere – al proprio domicilio – al compressore integrato nel veicolo, operazione che dura quattro ore. I veicoli sono fabbricati su licenza: sono infatti stati ideati dal Politecnico federale di Losanna (vedere nota della redazione de L'Altra Svizzera, in calce) e dalla società Motor development international (Mdi).

Stando a Frédéric Burnand, responsabile della comunicazione del progetto, già diverse città, imprese e anche privati hanno manifestato il loro interesse.

Per quanto riguarda gli aspetti occupazionali, si partirà con una decina di dipendenti, che potrebbero però arrivare a 120 già all’inizio del 2012.

Fonte: laRegioneTicino, Bellinzona

 

Nota della redazione de L'Altra Svizzera:

L'autore dell'articolo voglia scusarci ma dobbiamo fare una precisazione: avendo seguito da molti anni l'evoluzione del progetto di auto ad aria compressa possiamo affermare senza dubbi che la paternità del progetto deve essere resa al suo ideatore e sviluppatore Guy Negre, fondatore dell'azienda MDI che ne detiene la licenza, non è quindi il Politecnico Federale ideatore del progetto.