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Giovani «esperti» di mobilità

In Ticino, gli allievi di quarta media affrontano la sfida degli spostamenti quotidiani con un innovativo programma didattico.

La mobilità sostenibile è un mondo da scoprire. Non un male necessario per fronteggiare spreco e inquinamento ma un’avventura, un gioco per crescere con sensibilità e abitudini diverse. Uno sguardo costruttivo a questa sfida della nostra società è quello rivolto dai ragazzi di quarta media che partecipano al programma didattico «A scuola di mobilità » .

L’innovativo progetto ticinese, introdotto tre anni fa, è già stato realizzato in quasi metà delle 36 sedi di scuola media .
Fra queste figurano numerosi istituti scolastici del Mendrisiotto ed altre scuole sparse su tutto il territorio cantonale, da Barbengo, Besso e Massagno nel Luganese a Gordola, Losone, Giubiasco fino ad Ambrì.
Sia in città sia nelle località discoste la proposta si è dimostrata valida e stimolante

L’iniziativa ha suscitato interesse anche al di fuori dei confini cantonali. Ai promotori sono giunte richieste dall’Italia e dal canton Zurigo che auspica una traduzione del gioco da tavolo alla base del programma. Quest’ultimo è concepito per allievi di quarta media ma può offrire lo spunto per altri metodi adatti agli scolari di classi inferiori e delle scuole elementari. Anche ordini di scuola superiori (professionali e licei) lo hanno sperimentato con interesse.


Infovel e la scuola motori del progetto

Insegnante di scienze e geografia nelle scuole medie di Barbengo, il prof. Marco Castano affronta regolarmente con i suoi allievi il tema della mobilità sostenibile. Dalla collaborazione con Infovel (presente nelle scuole con contatti, visite e giornate di sensibilizzazione dal 1995) nasce l’idea di un progetto più articolato, che in fase di realizzazione prende una forma ludica. Il Centro di competenze per la mobilità sostenibile – Infovel e il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport, con il sostegno dell’Ufficio federale dell’energia, mettono a punto e promuovono «A scuola di mobilità».

Marco Castano: «A quattordici, anni, con la prima patente, i ragazzi diventano attori protagonisti nel traffico. Abbiamo ritenuto che fosse il momento migliore per renderli attenti agli impatti di una mobilità irrazionale. È questa la motivazione trainante del progetto e constatiamo che reagiscono con entusiasmo. Gli allievi sono incuriositi e molto ricettivi. Liberi dalle cattive abitudini che caratterizzano il comportamento dell’adulto, sono in grado di concepire e realizzare strategie di mobilità interessanti».

Questo risultato – evidenzia ancora il docente – è raggiunto sia a livello individuale sia collettivo. La struttura del gioco favorisce questo approccio indipendente poiché molto libera, priva di schemi precostituiti e con regole che, con l’accordo dei partecipanti, possono essere modificate.

Al tavolo e in palestra tra tempo ed energia

Cosa significa in concreto «A scuola di mobilità»? Risponde Marco Castano: «Il programma è pensato per lo svolgimento in contemporanea di due classi di quarta media che partecipano ad una giornata suddivisa in due parti. Il mattino è dedicato al “Mobilopoli”, un gioco di ruolo a dadi ambientato in una realtà urbana. Gli allievi, suddivisi in tavoli di gioco di otto giocatori, devono ricercare individualmente le strategie più efficienti per svolgere i compiti che a sorte sono loro assegnati. L’obiettivo è quello di spostarsi nel minor tempo possibile ma anche con il minor consumo d’energia».

Da rilevare, che il piano della città – di tipo classico con nucleo medievale circondato da fascia industriale e zona periferica – è stato realizzato dagli studenti di grafica del CSIA quale lavoro di diploma.

Risparmiare tempo ed energia è pure l’obiettivo del gioco pomeridiano che si svolge in palestra. Questa volta gli allievi lavorano a squadre, trasportando quaranta oggetti attraverso un percorso a gimcana secondo quattro possibili modalità che riflettono i principali mezzi di trasporto utilizzati nella realtà.

Al termine di ogni gioco vi è un momento di riflessione durante il quale si valutano le differenti strategie messe in atto. Oltre al tempo e all’energia necessari per gli spostamenti, riveste un ruolo importante anche la capacità di organizzazione perché influenza in modo determinante le prime due variabili. Una presentazione visiva offre infine ai ragazzi alcune informazioni sulla mobilità a livello cantonale e nazionale. Dati che non mancano mai di stupire.
Basti pensare che in Svizzera il cittadino medio percorre ogni giorno in auto una media di 37 km in 89 minuti. Per quanto riguarda le emissioni di anidride carbonica, ogni vettura nel nostro paese ne produce in media quattro volte il suo peso ogni 10mila km.

Preparazione e approfondimento

Il programma comprende anche una fase di preparazione e la possibilità di un approfondimento. «Lo strumento scelto per questi due momenti – spiega il prof. Castano – è il sondaggio. Per la preparazione è previsto un questionario sulla mobilità personale degli allievi (mezzi di spostamento, tempo impiegato, km percorsi) e una piccola ricerca sul campo per valutare il comportamento degli adulti. Dopo la giornata ludica gli studenti, oltre ad una riflessione individuale, possono svolgere una ricerca di gruppo trasformandosi in consulenti per la mobilità per un’area predefinita. Essi possono persino giungere a proposte concrete per migliorare situazioni legate alla realtà del proprio Comune o quartiere»

Consigliato in particolare ai docenti di geografia e scienze, il programma didattico sulla mobilità in realtà si occupa di un tema interdisciplinare. Esso può quindi essere inserito in un contesto più ampio a livello scolastico. Le scuole interessate al programma possono contattare Infovel (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) o il Centro Didattico Cantonale che ha a disposizione un’unità del kit didattico (con materiali, istruzioni e consigli pratici). Quest’ultimo è in vendita al prezzo di 500 franchi, che scendono a 150 per il solo «Mobilopoli».

Stefania Hubmann, tratto da Azione